Stefano Versace: in America il Re del Gelato Made in Italy

on

Padre, marito e imprenditore di successo, aveva il sogno di creare un business internazionale, aveva un’idea di prodotto “semplice ma potente”, Il gelato che rappresentasse il Made in Italy e la genuinità del suo paese. Oggi è realtà e il gruppo di gelaterie Stefano Versace Gelato continua ad espandersi negli USA e in tutto il mondo.

Lo abbiamo incontrato per sapere come un’idea si possa tramutare in un successo internazionale.

 

V – Ciao Stefano, iniziamo! Prima domanda. Ricominciando daccapo, faresti sempre le medesime scelte imprenditoriali o cambieresti le tue cose con le informazioni che hai oggi?

S – Nessuno, nessun imprenditore tornando indietro farebbe le stesse scelte tutte quante. Perché inevitabilmente nel fare impresa incappa in degli errori che sono assolutamente naturali, normali, e non traumatici. Questa è anche una delle cose che mi preme spiegare quando faccio i corsi agli italiani e quella di capire che il rapporto dev’essere positivo non solo con il denaro ma anche con il fallimento. In Italia è vissuto male e in America invece il fallimento è qualcosa che si convive normalmente e fa parte del gioco. È come tirare calci di punizione. Alcuni vanno dentro ed altri no. Barriera o sul pubblico. Quindi le stesse scelte no. Inevitabilmente anche io ho fatto degli errori. Le stesse scelte basi fondamentali si. Quella di trasferirmi qui negli stati uniti a fare impresa si, quella di puntare tutto sul lotto nero, sì. Quella di decidere di esportare e puntare sull’italianità sì. Queste cose sì. Poi nel dettaglio è ovvio che ho fatto diversi errori e uno tra tanti è quello di esempio di scegliere il fanchising pensando che fosse il veicolo più facile per espandere la mia catena e invece è stato un fallimento totale e ho dovuto rivedere le capacità d’imprenditore e di correggere il tiro.

V – Imparare dai fallimenti e reinventarsi strada facendo.

S – Esattamente

V – Ovviamente sappiamo che sei il re del gelato in America soprattutto. Però reputi il mondo del gelato ancora oggi un mondo appetibile per il business?

S – Assolutamente si oltretutto il gelato è l’ultima parola rimasta nel vocabolario italiano ad indentificare un prodotto italiano 100% in una delle eccellenze dell’Italia che è il food. Se pensa la pasta quella cinese, pizza c’è il new york style, poi il chicago style, il california pizza, il parmesan ormai copiato dappertutto storpiato il mondo. Mentre quando tu leggi la parola gelato sei sicuro che è italiano perché se no qui lo chiamano ice qui.

V – Quindi la ricetta originale italiana è gelato all’estero.

S – Esatto. Non esiste la parola gelato usata impropriamente, ancora ed il mio lavoro è quello di marcare ancora di più la differenza tra gelato e ice cream per evitare che un giorno possano appropriarsi di una parola che non è la loro.

A – Ottimo… poi quali sono i trucchi che fa si che i clienti tornino a continuare a consumare cibo nei tuoi store?

S – Allora, trucchi come parola non mi piace. Il trucco sembra un inganno. Invece noi dobbiamo puntare sulla genuinità e quindi nel caso mio sono in America io non vendo gelato. Io vendo la tentazione, l’emozione di entrare in una gelateria in cui dentro c’è il gelato, l’esperienza. Come quelli che vanno da mc donald’s non vanno a mangiare quella schifezza di hamburger, ma vanno li perché c’è l’ambiente familiare perché i bambini giocano e vanno a vivere un’emozione e la stessa cosa facciamo noi. Noi vendiamo l’emozione di stare in Italia e nelle nostre gelaterie c’è il cartello welcome to Italy. Perché se tu vieni lì dentro senti la musica italiana, ti accolgono con la parola buon giorno anziché con la parola good morning. Trovi il gelato italiano, il croissant, la modella italiana, l’esposizione della caffetteria italiana dove puoi prendere un buon espresso originale e quindi hai la sensazione di vivere in Italia e per quanto possibile ovviamente non è semplice per colpa delle leggi d’immigrazioni cerchiamo sempre di tenere un italiano dentro le gelaterie il più possibile, ovviamente ci sono casi in cui questo diventa impossibile e noi lo facciamo però cerchiamo di tenere un rappresentante dell’Italia dentro le gelaterie

V – Bene.

S – Questo piace.

V – Certo da la sensazione di stare in uno spicchio d’Italia, uno spaccato della realtà. Bene questa è invece più leggera come domanda, è una curiosità… che gusto di gelato ami di più?

S – Vado a periodi perché il gusto del gelato è un po’ come la cucina. Sì ci sarà sempre il piatto che ti piace di più ma poi ti stufi e quindi vado a periodi e diciamo che piace tra i profumi di Sicilia che è il gusto che ho creato e che ho vinto il premio del miglior gelato del mondo e la guanabana che è un frutto a me caro che mi ricorda i sapori del Venezuela del quale sono molto affezionato.

A – Ok. Poi tre consigli che daresti ad un ragazzo o una ragazza che vogliono mettersi in proprio.

S – Innanzitutto il primo consiglio è quello di formarsi ed informarsi perché purtroppo le nozioni soprattutto in campo di finanza d’impresa che abbiamo ereditato dal mondo che ci circonda dai nostri parenti, genitori e nonni non è il pacchetto d’informazioni di cui abbiamo bisogno perché purtroppo o per fortuna negli ultimi 5 anni il mondo è cambiato più di quanto sia cambiato negli ultimi 50 e negli ultimi 50 è cambiato più degli ultimi 500.

V – Sì più veloci certo

S – Esatto ciò che ci hanno insegnato i nostri nonni e genitori non è più applicabile. Considera che noi siamo la prima generazione a parità di condizione a guadagnare meno della generazione precedente. Immagina i tuoi nonni con un lavoro umile, la nonna a casa e che hanno comprato casa per loro e per i loro figli. I nostri genitori con lo stesso lavoro ci hanno mandato a scuola e hanno comprato casa solamente per loro… noi se non laviamo in due non riusciamo nemmeno a mangiare con gli stessi lavori. Quindi probabilmente siamo alla prima generazione che guadagna meno e quindi le regole che valevano per loro non valgono per noi. Una fra tutte in passato era sacrosanto comprare casa per andarci a vivere oggi è uno degli errori finanziari più gravi che possa commettere una giovane coppia che si sposa. Questo è il primo di formarsi ed informarsi ed il secondo è quello di analizzare sé stessi e scegliere quel qualcosa che li caratterizza che ce lo abbiamo tutti e che ci rende diversi dagli altri e che ci può rendere utili agli altri. Nel mio caso per esempio ho sempre amato il rapporto con il pubblico. Ho amato la mia Italia e sono sempre stato un ambasciatore dell’Italia ed un grande tifoso dell’Italia da come è stato ne parliamo sempre male e la mia capacità soprattutto di adattarmi su qualsiasi ambiente quini ero l’identikit perfetto per un italiano all’estero che esporti l’italianità perché mi adatto all’ambiente in cui vivo e sono un tifoso fanatico dell’Italia otre tutto l’Italia ha delle grandissime eccellenze che si possono usare per fare questo tipo di mestiere quello di essere l’ambasciatore dell’Italia e quindi ho scelto quella cosa lì. E il terzo consiglio è quello di circondarsi di persone più brave di voi nel creare l’impresa e quindi l’inizio ho un ‘impresa nel quale mi occupo quasi di nulla perché la parte finanziaria l’ho lasciata ad una persona più brava di me che viene da studi e da storia finanziaria migliore della mia, la parte amministrativa l’ho lasciata ad una ragazza che è migliore di me nel fare quello, la parte della gestione delle gelaterie l’ho lasciata ad una persona che è migliore di me nel gestire le gelatiere quindi io faccio quello che sono migliore di loro a fare ed è la parte delle pubbliche relazioni, immagine della la compagnia e poi di circondarsi di persone migliori nella costruzione dell’impresa ma anche nelle persone che frequento. Se vuoi dimagrire e frequenti gente di 180kg e mangi da mc donald’s è difficile che raggiungi l’obiettivo.

V – Stefano quindi credi nell’arte del delegare e nel coworking. Ciò la tua azienda l’hai strutturata in maniera tale che il vostro team lavora diciamo di pari passo

S – Io sono il più grande fanatico della delega. Lo sono diventato dopo che mi sono scrollato di dosso il più grande difetto che hanno gli italiani, che è quello che facevo anche io, ovvero “come lo faccio io, non lo fa nessuno”.

A – Mi sembra un ottimo consiglio questo perché penso che i giovani d’oggi ancora non apprendano bene quanto è importante delegare e lavorare insieme e quindi questo secondo me è veramente importante.

S – Esattamente.

V – Bene. Poi, qual è secondo te l’ingrediente del tuo successo e quel del tuo gelato?

S – Allora, l’ingrediente del successo mio è quello di fare team. Io sono ho una spiccata tendenza a uscire a creare un bel team in torno quindi di fatto avere un buon team ti fa avere energie ogni giorno, ti fa concentrare su cui sei veramente bravo e delegare per trovare gente migliore di te. Quello è stato il segreto con il quale oggi siamo la catena numero 1 di gelaterie in America. Quello invece del mio gelato è un mix di risultati che la prima caratteristica del gelato. Quindi quello di capire che la qualità in realtà è importante ma non è determinante non è l’unica fattore che determina il successo ed è quello che io spiego ai gelatieri che devono uscire dal laboratorio per capire come funziona la gelateria. Perché un gelatiere è un tecnico del gelato e dovrebbe essere un dipendete. L’interessa le bilanciature, gli ingredienti che fa. Poi il padrone di gelateria non deve mai fare il gelatiere. L’imprenditore è una persona completamente inutile per la propria impresa e per essere inutile devi cercare di creare un’impresa che cammina da sole. Per farlo devi aver creato un’impresa in cui hai delegato tutti gli aspetti. Quindi se ad ogni aspetto c’è un professionista il risultato non può che essere il successo.

V – Ok. Poi… una previsione per il futuro. Cosa prevedi  per il gelato Versace nei prossimi 3 anni?

S – Nel 2021 avremmo raggiunti l’obiettivo delle 200 gelaterie. Lo standard sotto il quale non accettiamo stare sono le 150 gelaterie. Le 150 gelaterie saranno un numero che non solo ci fa diventare leader ma fa sparire il co leader. Mi spiego. Se ti dico qual è la bibita più famosa del mondo cosa mi rispondi?

V – Coca cola

S – La coca cola ma se ti dico la numero due?

V – La pepsi

S – Sai perfettamente. Se invece ti dico chi è il più grande esperto d’arte in Italia?

V – Sgarbi?

S – Sì esatto. Chi è il numero due?

V – Non lo so.

S – Perché hai distrutto il co leader. Perché c’è così tanto gap tra il primo ed il secondo che lui è l’unico. Ecco noi credo che dovremmo riuscire ad arrivare nel 2021 cioè tra 3 anni ad avere 150 gelatieri considerando che il secondo in classifica ne ha 12. Praticamente diventiamo noi i leader. Così non avremmo il co leader.

A – Certo. Poi… invece cambiano prospettiva… se oggi fossi un investitore daresti fiducia al business del gelato?

S – Al 100% perché il gelato soprattutto negli stati uniti ha un cammino davanti a sé straordinario per il fatto che in Italia abbiamo quasi 40 mila gelaterie per 60 milioni abitanti in America abbiamo per 5 volte gli abitanti, quindi oltre 300 milioni di abitanti ce ne sono soltanto 900 quindi in più gli americani consumano di più rispetto a quanto facciano gli italiani quindi siamo ampio margine di miglioramento per le gelatieri. Soprattutto qui negli stati uniti d’America.

V – In effetti è arrivata sempre anche a noi l’idea dell’americano che sta con pizza e gelato davanti la televisione anche in tutti i telefilm stanno in depressione e aprono il frigorifero e mangiano il gelato gli americani.

S – Bravissima! Piange sul gelato! Quindi è normale.

A – Parlaci di come sei diventato Stefano Versace il re del gelato made in Italy e dei progetti futuri.

S – Sono arrivato qui io ho scritto un libro che si chiama american ice cream che lo potete trovare c’è su amazon che in qualsiasi libreria Mondadori e Feltrinelli. Nel libro c’è tutta la mia storia e soprattutto c’è un aneddoto importate che è il giorno che io ho aperto la prima gelateria il mio conto corrente aveva 133 dollari. Ed io ho dovuto prelevare per poter dare i resti ai clienti che venivano il giorno dell’apertura. Ero veramente arrivato a zero reale. C’è chi dice che è a zero ma ha ancora le carte di credito, o un piccolo fondo a parte… No no ero a zero. Non avevo nulla. E dopo tre anni e mezzo, quattro di sviluppo abbiamo creato un team di gelaterie che ti posso garantire che 3 zeri se ne sono aggiunti a quella cifra. Quindi ciò che mi ha portato ad essere quelle che sono io è sicuramente la convinzione di poterci riuscire e l’ambiente che mi circondava in primis la mia famiglia, mia moglie e mie figli che sono stati per me un apporto di energia costante. I miei figli non hanno mai obiettato e non si sono mai lamentati del trambusto. Il mio figlio maggiore è nato a Caracas e dopo tre anni l’ho sballotolato in Italia e dopo altri due in America e lui è tutto con euforia, con allegria, e mia moglie che è una persona straordinaria la quale è stata sempre di aiuto nei momento di difficoltà è stata ulteriore allegria nei momenti di felicità. L’ambiente sicuramente. I progetti di adesso sono quelli di dar la possibilità anche ad altri di trasferirsi negli stati uniti con un investimento con noi perché aprire una gelateria con noi significa avere le porte aperte negli stati uniti in quanto noi ci occupiamo del visto per gli stati uniti e lo possono fare chiunque anche chi non va a gestire le gelaterie perché questo modello di business è assicurato in modo tale chi mette il capitale è nostro socio al 50% nella gelatiera, la gestione è tutta nostra, ma il primo 24% di utile sulla cifra investita non viene diviso al 50% ma va tutto quanto all’investitore. Quindi noi non guadagniamo finché la gelateria non rende più del 25% non guadagniamo nulla. Però tenere la gestione noi ci evita quei problemi che mi aveva creato il franchising.

V – Certo controlli tutto, la qualità, il servizio, gli standard che tu vuoi dare.

S – Esattamente. Esattamente. Quindi questa è la soluzione migliore che abbiamo trovato e chi vuole avere informazioni può scrivere al mio socio che si occupa della presentazione che è Paolo Stefanini la cui mail è pstefanini@gelaterieversce.com

V e A- Perfetto. Va benissimo ti ringraziamo tanto allora. Grazie Stefano.

 

Alessandra Blandino e Veronica De Andreis

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *